La Spezia: Festa della Marineria & Libriamoci

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La Spezia – Inizia domani la quinta edizione di “Libriamoci. Leggere ovunque, leggere comunque”, la manifestazione di promozione della lettura organizzata dall’Istituzione per i Servizi culturali del Comune della Spezia che quest’anno ha come cornice la terza edizione della “Festa della Marineria”.

Due i momenti, il primo proprio questo w-end, (sabato 28 e domenica 29) e il successivo (da venerdì 4 ottobre a domenica 6).

Apre la rassegna, presso la Terrazza del Camec, alle ore 18, Marco Buticchi, che presenta, in prima assoluta, il suo nuovo romanzo: “La Stella di pietra” edito da Longanesi.

Mentre alle ore 21, presso l’Urban Center (altro ingresso del Teatro Civico), presento il mio “Le Cinque Terre con le pinne”.
Vi aspetto quindi alle 21:00, e nel frattempo, vi segnalo il nuovo libro, scritto a quattro mani con l’amico e collega Romano Barluzzi “SubPuntoCom” disponibile su Amazon (qui):

 

La copertina di SubPuntoCom

“Ecco il primo e-book che racconta ai subacquei un po’ di giornalismo e ai giornalisti un po’ di subacquea.
Perseguire un efficiente contatto con tutti i tipi di media, conoscerne di più il funzionamento, praticarli in maniera più idonea, rivolgervisi alla ricerca della giusta intesa, scovarvi le più efficaci sinergie crossmediali, oggi è possibile.
Ciascun operatore della subacquea potrebbe così valorizzare meglio quel che fa. E si otterrebbe in tal modo anche quella miglior immagine pubblica della subacquea che tutti da sempre auspicano.
Questo saggio propone una traccia per riuscirci, ripercorribile da chiunque. Attraverso una raccolta di esempi pratici, retroscena svelati, contenuti esperienziali, testimonianze, valutazioni e riflessioni che ciascuno potrà liberamente adattare al proprio specifico caso. Per parlare un linguaggio alla pari nel trattare con l’editoria, la stampa, la radio, la televisione, il web e tutti i New media.
Allo stesso tempo, tutti gli operatori della comunicazione dei vari media citati, e specialmente i non-sub, potranno trovare proprio qui quell’integrazione alla loro conoscenza della subacquea sufficiente a trattare meglio questo settore. Un mondo certamente particolare nelle caratteristiche, ma dai valori che parlano di universalità.
Qual è stato, qual è e quale potrebbe essere il rapporto della subacquea con i vari mezzi d’informazione? Si può migliorarlo? Come si fa in modo facile e appagante? Vogliamo dare finalmente un po’ d’istruzioni per l’uso ai molti tipi di operatori subacquei – istruttori, guide, allenatori, atleti, tecnici, diving, circoli, organizzatori, promotori, sub esperti e neofiti creativi – su come potrebbero valorizzare di più ogni loro attività comunicandola meglio al pubblico esterno? E agli esperti di comunicazione qualche dritta utile su come descrivere qualsiasi fatto in cui ci siano di mezzo dei subacquei senza incorrere negli sfondoni e nei luoghi comuni fuorvianti cui abbiamo dovuto troppo spesso assistere? Una risposta plausibile a queste domande c’è. E “SubPuntoCom – la subacquea nei media, dalla carta al web”, il primo saggio di tal fatta disponibile anche in versione e-book, tenta di fornirla a tutti i possibili attori in gioco.
Per i subacquei, specie per gli operatori dell’immersione, e sia gli sportivi sia i professionisti, si tratta di capire che più si esportano le informazioni fuori dal proprio ristretto mondo di praticanti verso il grande pubblico che subacqueo non è, più si può ampliare la cerchia degli appassionati, o almeno incuriosire e interessare quelli che ancora non ne fanno parte. I sub devono smetterla di rivolgersi solo al proprio interno, solo a chi li capisce perché fa la stessa cosa, perché questo, se lasciato a sé stesso, se isolato, a lungo andare significa parlarsi addosso.
I comunicatori di professione, dal canto loro, devono diventare più consapevoli che il mondo dell’immersione subacquea non è solo un passatempo outdoor come altri, che va e che viene con le mode del momento, bensì un universo di valori, una cultura, in grado di pervadere, interessandoli, molti altri aspetti del vivere comune, talvolta insospettabili se non ci si sforza di conoscerli meglio.
Per ottenere tutto ciò non è affatto necessario che i subacquei diventino giornalisti, né che i comunicatori imparino ad andare sott’acqua. Anzi, è opportuno che le due categorie – salvo fortunate eccezioni – non sconfinino l’una nell’altra con equivoche appropriazioni del ruolo altrui. Perché nessuna professionalità s’improvvisa. Invece è sufficiente e indispensabile che si conoscano meglio, che si parlino. Ciò vuol dire rendersi disponibili a imparare qualcosa di più sul linguaggio, i codici, il funzionamento altrui; e prestarvi attenzione.
La lettura di questo saggio può di certo aiutarli a riuscirci, se lo vogliono”.

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